
Domenica mattina, Israele ha bombardato un edificio residenziale nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, causando la completa distruzione dell’edificio. Secondo l’agenzia WAFA, almeno 32 persone sono morte, ma altre stime parlano di un numero maggiore di vittime. Un giornalista di Al Jazeera ha confermato che tutte le persone all’interno dell’edificio sono decedute, mentre i residenti locali hanno riferito che nel palazzo c’erano almeno 30 persone. Le forze armate israeliane hanno giustificato l’attacco citando la presenza di “terroristi”, ma testimoni hanno dichiarato che le vittime erano civili innocenti.
Nel pomeriggio, un altro attacco israeliano ha colpito Almat, a nord di Beirut in Libano, uccidendo almeno 23 persone, tra cui sette bambini. Le ricerche per eventuali dispersi sono ancora in corso. Il ministero libanese della Salute ha riferito che sabato altri 53 civili sono stati uccisi durante i bombardamenti israeliani, che fanno parte di una campagna militare in corso contro il gruppo Hezbollah. Secondo il governo libanese, nelle ultime sette settimane gli attacchi israeliani hanno causato 3189 morti e oltre 14.000 feriti.
[Il Post]



