
Lunedì, il tribunale di Roma ha deciso di non convalidare il trattenimento di sette migranti trasferiti nei centri per richiedenti asilo in Albania, ordinando il loro rilascio e rimpatrio in Italia. Inizialmente, erano stati selezionati otto migranti, ma uno è stato escluso per problemi sanitari. I sette migranti erano tra i pochi che soddisfacevano i requisiti per essere trasferiti in Albania: provenienti da paesi sicuri, adulti e non accompagnati da familiari.
Questo episodio segue una decisione simile di ottobre, quando i giudici non convalidarono il trattenimento di 12 migranti, citando una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La Corte ha stabilito che un paese può essere considerato sicuro solo se lo è uniformemente su tutto il territorio e per tutte le persone che vi risiedono, e che tale valutazione deve essere fatta da un giudice per ogni caso.
Il governo italiano ha aggiornato la lista dei paesi sicuri, ma la sentenza europea ha messo in discussione l’applicabilità di queste norme nazionali. La decisione del tribunale ha suscitato polemiche politiche, con il ministro Matteo Salvini che ha parlato di una sentenza politica contro gli italiani e la loro sicurezza. Tuttavia, i giudici hanno sottolineato che il loro ruolo è verificare l’applicazione corretta delle leggi europee.
[Il Post]



